Il primo giorno nella pancia della Balena

Lo abbiamo organizzato, lo abbiamo atteso e preparato nei minimi dettagli e, finalmente, il Balena Festival è arrivato, lasciando spazio a canti disperati, flash (ma non erano meglio gli accendini?) e fiumi di emozioni.
Si sa, il “bello della diretta” ha rotto qualunque schema entro cui ci eravamo rinchiusi (e meno male!) dando dimostrazione della grande flessibilità di uno staff giovane e preparato.

Tutto ci aspettavamo, tranne un coinvolgimento tale da parte del pubblico, entusiasta e ballerino.

Il pubblico del Balena Festival – Ph. Lorenzo Santagada

Una serata che ha giocato egregiamente a ping pong vincendo la sfida dei due palchi. Palchi che non hanno mai lasciato in silenzio Piazza delle Feste, rendendo il Porto Antico un vero e proprio dancefloor dove a trionfare è stata solo ed esclusivamente la musica.

Il Balena Festival ha preso ufficialmente il via con Le Astronavi che ci hanno trasportati nel loro universo un po’ synth, un po’ punk, anche grazie ai curatissimi visual grafici borderline tra realtà e finzione.

Neanche un minuto di pausa – perché a noi piace farvi correre – ed è subito il momento degli eclettici Sorrowland. Li abbiamo visti animare il parterre come mai prima, facendovi dondolare, saltare, urlare, insomma una vera e propria bomba! Voto: diesci.

Prima dell’ultimo guest ha trovato spazio il padovano Jesse The Faccio con la sua agguerrita crew, uno dei gioielli Pioggia Rossa Dischi. Che dire, abbiamo visto poghi che voi umani… In un’escalation di sculettamenti, abbracci e spintoni, le sonorità lo-fi sono arrivate dritte in faccia – letteralmente, per carità (o forse no…chi può dirlo). Per chi si domandava che cosa fosse questo benedettissimo lo-fi, ora lo sa. Prendete appunti.

Franco126 sul palco del Balena Festival – Ph. Lorenzo Santagada

Giusto il tempo di posare le chitarre e raggiungere il main stage che Franchino126 si è già accomodato tra l’appariscente scenografia di Stanza Singola. Come dargli torto, in effetti. Le canzoni scorrono veloci, mannaggia.
Le avete consumate, abbracciate, assaporate una dietro l’altra, chiedendo bis, tris, quatris, e chi più ne ha più ne metta. Insomma, uno spettacolo caldo e ipnotico che non mi pento di definire intimo nonostante la grande partecipazione.

E dunque: il Balena Festival, questo è.

Giovanna Vittoria Ghiglione

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